L'ansia non è tua nemica, per quanto possa darti fastidio. È uno stato emotivo che, in migliaia di anni di evoluzione, ci ha permesso di prevedere i pericoli e quindi anche di schivarli. Vale la pena guardare da un altro punto di vista questa inquilina della mente: a volte scomoda, ma fondamentale.
A cosa serve davvero l'ansia
Anche se non dobbiamo più scappare da bestie feroci, l'ansia continua a esserci utile per i pericoli di tutti i giorni. Ci prepara ad affrontare ciò che percepiamo come una minaccia, ci rende più vigili, ci spinge ad anticipare i problemi. In questo senso è una risorsa, non un difetto.
Ma allora perché se ne soffre?
Se l'ansia è utile, come mai così tante persone dicono di soffrirne? Perché, come ogni emozione, può portare sofferenza in due modi: quando diventa troppo intensa, oppure quando non è utile nella situazione specifica in cui però la stiamo vivendo.
In altre parole, il problema non è l'ansia in sé, ma la sua intensità eccessiva o il fatto che compaia nel momento sbagliato.
La buona notizia
In un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia, l'ansia è uno dei primi problemi su cui i risultati si iniziano a vedere. Questo per due motivi.
Il primo: per regolare l'intensità dell'ansia quando si fa troppo pesante esistono tecniche efficaci, che si possono apprendere e allenare.
Il secondo riguarda le radici. Molta dell'ansia che viviamo nasce dal modo in cui abbiamo attraversato certe situazioni nel corso della vita: esperienze che ci hanno predisposti a provarla in determinate occasioni, quelle che oggi scatenano pensieri automatici, emozioni intense e, di conseguenza, comportamenti impulsivi.
Riconoscere la propria mappa interna
In un percorso psicologico, insieme al professionista, si può imparare a leggere la propria mappa interna e a vedere i propri pensieri automatici: quelli che diamo per assolutamente veri, su di noi e sul mondo. Il passaggio decisivo è imparare a riconoscerli nel momento in cui compaiono a suggerirci una risposta che, prima, mettevamo in atto senza nemmeno accorgercene.
Da lì si apre una possibilità che prima non c'era: la scelta. Come voglio pensare a questa situazione? Come vorrei viverla, anche se in questo momento non posso ancora deciderlo del tutto?
In sostanza, possiamo capire come comportarci senza scappare dall'ansia, ma restando insieme a lei nella stanza, senza per forza fare ciò che ci suggerisce.
In sintesi
L'ansia non va combattuta come un nemico, ma compresa e regolata. Imparare a riconoscerla, a modularne l'intensità e a non seguirla in automatico è uno dei modi più concreti per riprendere in mano le proprie scelte.
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Se l'ansia sta diventando troppo intensa o compare in situazioni in cui vorresti viverla diversamente, un percorso psicologico può aiutarti a comprenderla e a gestirla. Contattami per un primo colloquio conoscitivo.